← Blog

Telemaco, figlio di Ulisse: chi è e cosa fa nell'Odissea

·

Risposta breve: Telemaco è il figlio di Ulisse (Odisseo, in greco) e Penelope: un neonato quando il padre parte per Troia, un ventenne senza alcuna autorità quando il poema si apre. L'Odissea dedica i suoi primi quattro libri a lui, non al padre, perché Omero aveva bisogno che il figlio crescesse prima che il padre potesse tornare. Atena si occupa di persona di avviare il lavoro.

Ascolta questi miti narrati

Scarica su iPhoneScarica su Android

Il poema non comincia con Ulisse

Apri l'Odissea aspettandoti un eroe naufrago e trovi un ragazzo seduto nella propria sala, che guarda degli sconosciuti mangiargli il bestiame. Centotto pretendenti si sono installati nella reggia di Itaca, corteggiano Penelope e bruciano l'eredità che spetta a Telemaco. È abbastanza grande per odiarli e troppo giovane, e troppo solo, per cacciarli. Il padre manca da vent'anni: abbastanza perché nessuno obbedisca al figlio di un uomo che tutti danno per morto.

Poi arriva Atena travestita da Mente, vecchio amico del padre (dal libro 2 prenderà le sembianze di Mentore), e gli dice di smettere di piangere e muoversi: convocare un'assemblea, chiamare ladri i pretendenti in pubblico, poi partire a cercare notizie del padre. I libri dall'1 al 4 seguono quell'istruzione e quasi nient'altro. Gli studiosi chiamano quel blocco Telemachia, ed è il motivo per cui l'Odissea si legge come un romanzo di formazione travestito da avventura.

Quattro libri, un'educazione

Libro Cosa fa Telemaco Cosa guadagna
1 Incontra Atena sotto le sembianze di Mente; manda la madre fuori dalla sala Una voce, e il fegato di usarla
2 Convoca la prima assemblea di Itaca in vent'anni e accusa i pretendenti Peso pubblico, e 108 nemici
3 Naviga a Pilo, ospite del vecchio re Nestore Come gli uomini adulti ospitano, pregano e parlano
4 Arriva a Sparta, ospite di Menelao ed Elena La prova che il padre è vivo, e il modello di una corte che funziona

Le notizie contano meno delle maniere. A Pilo e a Sparta osserva come un re accoglie uno straniero, come si comporta una sala che non viene saccheggiata. Torna a casa capace di vedere i pretendenti per quello che sono: non rivali per sua madre, ma l'ospitalità rovesciata. I re danno da mangiare agli ospiti. Quegli ospiti si stanno mangiando un re.

Da qui viene la parola "mentore"

Sì, davvero. Mentore è il nome dell'amico itacese di cui Atena prende le sembianze per guidare Telemaco. In Omero è appena un personaggio: tutta la saggezza è della dea che lo indossa. La parola è entrata nell'uso comune molto più tardi, con Le avventure di Telemaco di Fénelon (1699), scritto per un allievo di sangue reale, dove Mentore è la grande figura del maestro. Il libro fu uno dei best seller europei del Settecento, e il nome che rese celebre diventò nome comune. Chi oggi dice di cercare un mentore sta citando l'Odissea passando per un arcivescovo francese.

Domande rapide

Perché l'Odissea comincia con Telemaco?

Perché un ritorno ha bisogno di una casa per cui valga la pena tornare. Se Ulisse sbarcasse nel libro 1, troverebbe un ragazzo incapace di aiutarlo e un regno già perduto. La Telemachia costruisce l'alleato e alza la posta nello stesso gesto: quando padre e figlio si incontrano, Telemaco sa custodire un segreto, reggere una lancia e reggere una sala.

La parola "mentore" viene davvero dall'Odissea?

Sì, in due passaggi. Omero fornisce il nome, Mentore, indossato da Atena come travestimento. Le avventure di Telemaco di Fénelon (1699) fanno di Mentore il maestro modello e lo rendono famoso in tutta Europa. Da lì, nel Settecento, il senso comune si diffonde nelle lingue moderne: dal romanzo più che direttamente da Omero.

Telemaco ha combattuto contro i pretendenti?

Sì. Sopravvive all'agguato che gli tendono sulla via del ritorno, poi ritrova il padre nella capanna del porcaro Eumeo, dove Ulisse si toglie i panni del mendicante. All'inizio Telemaco si rifiuta di crederci: nessun padre torna dopo vent'anni. Una volta convinto, i due preparano insieme la resa dei conti, e nella battaglia finale Telemaco combatte al fianco del padre, uccide la sua parte e obbedisce agli ordini da soldato, non da bambino.

L'Odissea si gode meglio ascoltata che sfogliata. MythologyNow, l'app per imparare la mitologia, la racconta in nove episodi audio da 5 minuti, e il primo, «L'uomo lontano da casa», si ascolta qui sul sito. Per orientarti, comincia dal viaggio di Ulisse tappa per tappa o dalle donne che la governano davvero.

Continua a leggere

Ascolta questi miti narrati

MythologyNow è negli store. Oltre 100 miti in audio, in sei lingue.

Scarica su iPhoneScarica su Android