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Sinone: l'uomo che convinse Troia a far entrare il cavallo

Risposta breve: il cavallo di legno non sarebbe mai entrato a Troia senza Sinone, un greco rimasto indietro apposta per farsi catturare. Si presentò come un disertore che i suoi volevano sacrificare, e convinse i troiani che il cavallo fosse un'offerta ad Atena capace di renderli imbattibili, se lo avessero portato dentro le mura.

La trappola non era il legno. Era l'uomo.

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Perché serviva un bugiardo

Un cavallo enorme abbandonato sulla spiaggia non inganna nessuno da solo. I troiani discussero sul da farsi: bruciarlo, gettarlo dalla rupe, aprirlo.

Serviva qualcuno che spiegasse cosa fosse, e la spiegazione doveva reggere. Per questo il piano di Odisseo non era solo il cavallo: era il cavallo più un testimone.

La menzogna di Sinone

Sinone si lasciò legare e condurre davanti a Priamo. La sua storia aveva tre strati, ed è lì che sta il mestiere.

Primo, si fece vittima: disse che i greci avevano deciso di sacrificarlo per ottenere venti favorevoli, e che era fuggito. Questo lo rendeva nemico dei suoi stessi compatrioti.

Secondo, diede una ragione al cavallo: un'offerta ad Atena, per riparare un sacrilegio.

Terzo, ed è il colpo da maestro, disse loro di non portarlo dentro. Spiegò che i greci lo avevano costruito apposta troppo grande per le porte, perché se i troiani fossero riusciti a farlo entrare in città, Troia sarebbe stata invincibile.

Dicendo loro che non potevano, li fece desiderare. I troiani abbatterono parte delle proprie mura per farcelo passare.

I due che avvertirono

Laocoonte, sacerdote, diffidò e conficcò una lancia nel fianco del cavallo. La frase attribuita a lui, "temo i greci anche quando portano doni", è sopravvissuta ventotto secoli. Due serpenti uscirono dal mare e lo strangolarono insieme ai figli. I troiani lo lessero come una punizione per aver offeso l'offerta.

Cassandra avvertì anche lei. Nessuno le credette mai, perché quella era esattamente la sua maledizione: vedere il futuro e non essere ascoltata.

È la parte più crudele dell'episodio: Troia non cadde per mancanza di avvertimenti. Cadde perché ne ebbe due e li scartò entrambi.

Chi è chi quella notte

Personaggio Cosa fa
Sinone Si fa catturare e racconta la menzogna che apre le porte
Odisseo Progetta il piano e sta dentro il cavallo
Laocoonte Sospetta, scaglia la lancia e muore strangolato
Cassandra Avverte, e non viene creduta, come sempre
Priamo Decide di farlo entrare, e perde la città

Domande rapide

Chi era Sinone nella mitologia greca?

Il greco rimasto sulla spiaggia apposta per farsi catturare dai troiani e convincerli a trascinare dentro il cavallo di legno. Non è un guerriero: la sua arma è una storia costruita bene, e funziona meglio di dieci anni d'assedio.

Perché i troiani portarono dentro il cavallo se sospettavano?

Perché Sinone disse loro di non farlo. Spiegò che il cavallo era stato fatto apposta troppo grande per le porte, e che se fossero riusciti a farlo entrare la città sarebbe stata invincibile. Trasformò il divieto in un premio, e loro abbatterono le proprie mura.

Il cavallo di Troia è davvero esistito?

Non esiste alcuna prova archeologica. Omero non lo racconta nemmeno nell'Iliade: compare di sfuggita nell'Odissea e in dettaglio molto più tardi, soprattutto nell'Eneide di Virgilio. La città di Troia è esistita; il cavallo appartiene al racconto, non al documento.

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