
Mitologia egizia
Vasi canopi
Quattro vasi di alabastro custoditi dai figli di Horus, ciascuno contenente per l'eternità un organo del defunto mummificato.
I vasi canopi erano quattro recipienti, spesso di calcite, la pietra detta alabastro egiziano, che custodivano per l'eternità gli organi estratti durante la mummificazione, ciascuno protetto da uno dei figli di Horus: Imsety, con testa umana, il fegato; Hapi, babbuino, i polmoni; Duamutef, sciacallo, lo stomaco; Qebehsenuf, falco, gli intestini. Dalla fine del Nuovo Regno i coperchi ne riproducevano le teste, e ogni figlio aveva una dea protettrice: Iside, Nefti, Neith e Serqet. Il cuore restava nel corpo per il giudizio.
Anubi, dio dell'imbalsamazione, compì questi riti per la prima volta su Osiride, come narra «Iside resuscita Osiride». Il nome viene da Canopo, città del Delta che i primi studiosi collegarono per errore a questi vasi.
Domande rapide
Che cos’è Vasi canopi?
Quattro vasi di alabastro custoditi dai figli di Horus, ciascuno contenente per l'eternità un organo del defunto mummificato.
A quale mitologia appartiene Vasi canopi?
Vasi canopi appartiene alla mitologia egizia.
Chi ha creato Vasi canopi?
Anubi ha creato Vasi canopi.
Quali miti parlano di Vasi canopi?
I miti che parlano di Vasi canopi sono «Iside resuscita Osiride» e «Il viaggio attraverso il Duat».
