Risposta breve: dipende da cosa intendi per "potere". Zeus governa altri dèi; Thor è il più forte fisicamente dei tre; e Ra sorregge l'esistenza stessa, se cade per una sola notte, il sole non sorge. Per autorità vince Zeus, per forza bruta Thor, e per la posta in gioco quotidiana, Ra.
Ora guadagniamoci questa risposta.
I tre, faccia a faccia
|
Zeus |
Thor |
Ra |
| Pantheon |
Greco |
Nordico |
Egizio |
| Dominio |
Cielo e autorità |
Tuono e protezione |
Il sole e la creazione |
| Arma |
Il fulmine, forgiato dai Ciclopi |
Mjölnir, che torna sempre nella sua mano |
La barca solare e l'occhio di Ra |
| Nemico per eccellenza |
I Titani |
Il Serpente del Mondo |
Apopi, ogni singola notte |
| Debolezza |
I suoi stessi appetiti |
Jörmungandr, il suo destino |
Lo scorrere del tempo |
| Muore nei suoi miti? |
No |
Sì, al Ragnarök |
Invecchia, ma rinasce ogni giorno |
Il caso Zeus: il potere come autorità
Zeus non è nemmeno il dio più forte del suo stesso pantheon, quel titolo spetta probabilmente a suo fratello Poseidone in mare, o alla stessa Atena in guerra. Ciò che Zeus possiede è la legittimità: ha guidato la guerra contro i Titani, ha diviso il cosmo con i suoi fratelli tenendosi il cielo, e da allora nessun dio greco prende una decisione importante senza lanciargli prima un'occhiata.
Il suo fulmine, forgiato dai Ciclopi durante la Titanomachia, è meno un'arma che un simbolo: il monopolio della violenza legittima, con il voltaggio incluso.
Il caso Thor: il potere come forza
Thor è tutta un'altra cosa. Non governa nulla: quello è il compito di Odino, suo padre. Thor è la forza allo stato puro: il dio che chiami quando i giganti attraversano il confine, quello che agganciò il Serpente del Mondo e per poco non lo tirò fuori dall'oceano, con il mondo intero che tremava sulla lenza.
La sfumatura tragica che la Marvel addolcisce: Thor sa come finisce la sua storia. Al Ragnarök ucciderà Jörmungandr e farà nove passi prima di cadere avvelenato. Combatte lo stesso. È l'idea nordica del potere: non sfuggire al destino, ma esserne all'altezza.
Il caso Ra: il potere come responsabilità
Ra non gioca nella stessa categoria. Zeus governa gli dèi e Thor vince le battaglie, ma Ra tiene accesa l'esistenza. Ogni notte la sua barca attraversa il Duat, l'oltretomba egizio, e ogni notte il serpente Apopi (il caos precedente alla creazione) cerca di divorarla.
Non è una battaglia che si vince una volta sola. È un turno di notte eterno. Gli egizi lo dicevano senza giri di parole: se Apopi vince una sola notte, il sole non sorge e il mondo finisce. Il potere di Ra è l'unico dei tre da esercitare ogni giorno, pena la fine di tutto.
Verdetto
- In un duello diretto: Thor. È letteralmente lo specialista nel colpire cose enormi.
- In un gioco di troni: Zeus. Gli altri due finirebbero per lavorare per lui senza accorgersene.
- In importanza cosmica: Ra, e non c'è gara. Zeus e Thor proteggono il mondo; Ra è il motivo per cui esiste.
Domande rapide
Zeus e Thor sono mai "coesistiti"?
Mai nella stessa mitologia, ma sì nel tempo: il culto di Zeus e il culto nordico di Thor si sono sovrapposti per secoli, e i Romani identificavano Thor con Giove (il loro Zeus) proprio per via del tuono.
Chi è il più antico?
Ra, di gran lunga. Il suo culto è documentato intorno al 2400 a.C., circa mille anni prima delle prime testimonianze chiare su Zeus, e più di tremila prima delle fonti scritte su Thor.
Thor è il dio "principale" nordico?
No, il Padre di Tutti è Odino. Ma Thor era il più amato dalla gente comune: il protettore, non il re.
Le tre storie (l'ascesa di Zeus, Thor contro il Serpente del Mondo e la battaglia eterna di Ra) sono raccontate come audiodrammi su MythologyNow.